Sanremo 2026: Le pagelle di Xenia della seconda serata
La seconda serata di Sanremo corre veloce tra la comicità di Lillo e l’omaggio a Fausto Leali, ma l’Ariston trattiene il fiato con Achille Lauro.
Il suo tributo alle vittime di Crans-Montana con Perdutamente è un rito collettivo da brividi. È il brano che la madre di Achille Barosi, scomparso a 16 anni nel rogo, ha intonato per l’ultimo saluto al figlio. Una standing ovation necessaria: “Per noi era un dovere”, ha dichiarato Lauro.
Ecco le pagelle e i voti di Xenia alle esibizioni della prima serata.
I cantanti in gara: recensioni e voti
Patty Pravo – Opera
È pur sempre Patty Pravo e la sua presenza sul palco dell’Ariston pesa come un marchio di fabbrica. La canzone, tuttavia, non appare all’altezza della sua leggenda: manca quel guizzo capace di trasformare un brano in un manifesto. Sebbene il rosso dell’outfit non la valorizzi appieno, la sua gestualità resta magnetica, ipnotica e teatrale. La diva c’è, il pezzo decisamente meno.
- Voto: 6
LDA & AKA 7even – Poesie clandestine
I due artisti trovano finalmente la posizione giusta in scaletta: appaiono più sciolti, freschi e divertiti. Aka 7even sorprende per la solidità vocale, mentre LDA gioca con efficacia la carta dell’energia. Il ritornello entra in testa al primo ascolto e non esce più. Tormentone confermato.
- Voto: 7,5
Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
Enrico Nigiotti forse “non sa volare”, ma cantare sa farlo con grande mestiere. Il cantautore livornese porta sul palco autenticità e misura, puntando sulla sostanza più che sugli effetti speciali. La sua cifra stilistica è chiara e coerente. Applausi sinceri.
- Voto: 7
Tommaso Paradiso – I romantici
Da Tommaso Paradiso ci si aspetta sempre quel colpo al cuore capace di diventare un coro generazionale. Il testo è intenso, profondo e molto riconoscibile, ma l’insieme non decolla del tutto. Risulta un buon pezzo, ma non memorabile.
- Voto: 6-
Elettra Lamborghini – Voilà
Elettra Lamborghini conferma una presenza scenica fortissima, ma trattandosi di una gara canora, il carisma non basta a colmare le lacune del brano. Il pezzo non convince e non riesce a lasciare il segno. Rimandata a settembre, senza festini bilaterali.
- Voto: 5
Ermal Meta – Stella stellina
Ermal Meta sceglie questa volta outfit centrati e propone un testo profondo e stratificato. Eppure qualcosa nel meccanismo non scatta: l’emozione rimane trattenuta e non esplode mai del tutto. Una performance elegante, ma non indimenticabile.
- Voto: 6,5
Levante – Sei tu
La vera rivelazione della serata. Levante appare sicura, luminosa e perfettamente centrata. Vibra, sorride e comunica una serenità che arriva dritta al pubblico, fino all’ultima fila. La sua maturità artistica è ormai evidente. Candidata al podio.
- Voto: 8+
Bambole di Pezza – Resta con me
Portano sul palco anni di gavetta e la differenza si sente. Il brano affronta il tema dell’unione in tempi difficili senza cadere nella retorica. Tengono il palco con sicurezza, identità e un’energia ben calibrata. Pura energia
- Voto: 7+
Chiello – Ti penso sempre
Chiello divide, come accade a ogni personaggio che osa rompere gli schemi. Oltre l’estetica e le apparenze, emerge un artista fragile che si racconta con estrema delicatezza. “Voleva essere un duro“, ma ha mostrato un cuore di panna che arriva dritto al punto.
- Voto: 6+
J-Ax – Italia Starter Pack
J-Ax firma un ritratto tagliente del Paese, ironico ma mai superficiale. Il pezzo è immediato, funziona bene e la platea lo canta già dopo il primo ritornello. Ha scelto la strada del mestiere e la percorre con estrema sicurezza.
- Voto: 7
Nayt – Prima che
Nayt sale sul palco con una calma quasi disarmante. Ma è solo superficie: sotto si muove un’emozione potente, trattenuta con disciplina e concentrazione. Il brano è profondo, stratificato, di quelli che meritano più ascolti e magari anche uno studio attento del testo. Elegante, misurato, intenso.
- Voto: 8
Fulminacci – Stupida fortuna
Fulminacci convince subito. Sul look si potrebbe discutere — sembra entrato in un negozio scegliendo capi a caso, peraltro di tre taglie più grandi — ma qui conta la musica. E la canzone è davvero bella, delicata e intelligente, nel suo stile riconoscibile. Talento cristallino.
- Voto: 8-
Fedez & Marco Masini – Il male necessario
Fedez e Marco Masini migliorano al secondo ascolto: i pronostici iniziali si ridimensionano e il pezzo acquista coerenza. Il timbro di Masini resta meraviglioso, intenso, riconoscibile al primo verso. Ma nell’insieme il brano scivola talvolta nello stucchevole. Buona intenzione, risultato altalenante.
- Voto: 6-
Dargen D’Amico
Dargen D’Amico è un personaggio, e questo è indiscutibile. Ma oltre l’immagine c’è un autore capace di scrivere con profondità e intelligenza. Il tema è interessante; forse una ballad sull’intelligenza artificiale avrebbe avuto un impatto emotivo diverso, più diretto. Resta la qualità della penna.
- Voto: 6,5
Dito nella Piaga – Che fastidio!
Dito nella Piaga osa, a partire dall’outfit: audace, forse fin troppo. Ma al di là dell’estetica, Margherita dimostra presenza scenica e solidità. La canzone funziona, resta in testa e si difende bene nella gara. Personalità marcata.
- Voto: 7,5