Riqualificazione Ex Caserma Porto Fluviale: Consegnati 54 nuovi alloggi popolari a Ostiense

La riqualificazione dell’ex caserma di via del Porto Fluviale, nel cuore del quartiere Ostiense, segna un traguardo storico per Roma Capitale. Grazie a un massiccio intervento di rigenerazione urbana finanziato con i fondi del PNRR, lo storico edificio è stato trasformato in un modello abitativo all’avanguardia.

Oggi sono state ufficialmente consegnate alle famiglie assegnatarie le chiavi di 48 dei 54 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) realizzati all’interno del complesso, noto come progetto Porto Fluviale RecHouse.

Da Spazio Occupato a Modello di Rigenerazione Urbana

L’edificio, che è stato occupato dal 2003 e successivamente liberato nel giugno 2024 per consentire l’apertura del cantiere, ha subito una trasformazione radicale grazie a un investimento complessivo di 13,2 milioni di euro.

L’intervento ha riguardato diverse aree strategiche:

  • Restauro conservativo di un edificio di inizio Novecento;

  • Adeguamento strutturale e impiantistico;

  • Efficientamento energetico di altissimo livello;

  • Creazione di 54 alloggi popolari;

  • Recupero degli spazi comuni per favorire la socialità.

Ogni piano dell’edificio è stato dotato di spazi condivisi, compreso il grande terrazzo. Il vero fiore all’occhiello sarà però il cortile interno, destinato a diventare una vera e propria piazza pubblica: un punto di incontro tra i residenti e le attività previste al piano terra.

Edilizia Sostenibile: Case 100% Elettriche e Green

All’inaugurazione hanno partecipato i vertici dell’amministrazione capitolina, tra cui il sindaco Roberto Gualtieri, numerosi assessori (Tobia Zevi, Ornella Segnalini, Maurizio Veloccia, Valeria Baglio, Pino Battaglia), il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri e l’ex assessore Luca Montuori, iniziatore del progetto.

Il sindaco Gualtieri ha sottolineato il valore ecologico e sociale dell’opera:

“Consegniamo alloggi non solo belli, ma funzionali e green. L’edificio è completamente privo di gas, alimentato da pannelli solari e totalmente elettrico, vantando una classe energetica altissima per una struttura del primo Novecento. È un modello abitativo che favorisce l’incontro e l’amicizia.”

L’operazione è stata resa possibile grazie al federalismo demaniale e culturale, che ha permesso il passaggio dell’immobile dal Ministero della Cultura e dal Demanio a Roma Capitale.

Il Progetto Porto Fluviale RecHouse: Comunità e Diritto all’Abitare

L’assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative, Tobia Zevi, ha definito il cantiere “complesso ma gestito con amore”, evidenziando come la rigenerazione urbana debba adattarsi ai cambiamenti della città, trasformando un ex magazzino in un polo di case popolari, grazie anche al dialogo costante con il territorio.

A fargli eco è l’assessore alle Periferie, Pino Battaglia, che ha posto l’accento sull’importanza di mantenere vivi i centri urbani: “Con il progetto Porto Fluviale RecHouse abbiamo riportato l’edilizia residenziale pubblica nel cuore di Roma. La vera forza di questa iniziativa è stata unire il recupero immobiliare al diritto all’abitare, senza allontanare la comunità che negli anni ha costruito qui esperienze sociali. Le istituzioni hanno dimostrato che si possono trovare soluzioni senza cancellare ciò che le persone hanno costruito.”

La riqualificazione di Porto Fluviale si candida così a diventare un vero e proprio modello virtuoso da replicare in altre zone di Roma e in tutta Italia: un esempio brillante di come l’urbanistica possa restituire dignità agli spazi, coniugando sostenibilità, storia e inclusione sociale.