Cinquantaquattro reperti etruschi tornano allo Stato: destinati al Museo di Cerveteri

Un patrimonio di 54 reperti archeologici di epoca etrusca, dal valore storico e documentario inestimabile, torna definitivamente nella disponibilità della collettività ed entra a far parte delle collezioni del Museo di Cerveteri. Il recupero è l’esito di un’articolata attività investigativa condotta dai militari della Stazione Carabinieri di Campo di Mare, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia, che ha permesso di sottrarre i beni al circuito illegale.

Al termine del prescritto iter giudiziario, la Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha decretato la formale devoluzione dei manufatti al Ministero della Cultura, affidandoli alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale per garantirne conservazione, tutela e pubblica fruizione nel territorio d’origine.

I tesori recuperati: dai crateri cerimoniali agli oggetti votivi

Il nucleo di opere sequestrate a Marina di Cerveteri si distingue per varietà tipologica e rilievo artistico, offrendo uno spaccato significativo della cultura materiale, delle pratiche rituali e della vita quotidiana dell’antica Caere:

  • Grandi vasi cerimoniali (crateri): recipienti monumentali decorati con figure di guerrieri, utilizzati originariamente per la miscelazione di acqua e vino durante i banchetti e le cerimonie aristocratiche.

  • Ex voto in terracotta: manufatti legati alla sfera del sacro e della devozione, lasciati come offerte nei santuari per invocare o ringraziare la protezione divina.

  • Manufatti per la cosmesi e la cura personale: piccoli contenitori e strumenti destinati alla toeletta e ai riti di bellezza.

  • Vasellame da mensa: piatti e recipienti di uso domestico o funerario, caratterizzati da finiture ceramiche tipiche dell’Etruria meridionale.

Dalle indagini giudiziarie alla tutela del patrimonio cerite

Il sequestro dei reperti a Marina di Cerveteri e il successivo procedimento giudiziario hanno confermato la necessità di un presidio costante contro la dispersione del patrimonio archeologico locale. Con il provvedimento di assegnazione ministeriale, i 54 pezzi escono definitivamente dal percorso giudiziario per entrare a pieno titolo nel circuito museale.

L’ingresso di questi manufatti nel Museo di Cerveteri rafforza il legame tra i rinvenimenti archeologici e il loro contesto di provenienza, offrendo alla comunità scientifica e ai visitatori nuove testimonianze tangibili della civiltà etrusca.