Pini a rischio caduta ai Fori Imperiali: 12 alberi da rimuovere per la sicurezza
A seguito di approfondite prove di trazione e analisi tecniche, 12 pini sui Fori Imperiali sono risultati a rischio caduta e dovranno essere rimossi.
La decisione è stata presa all’unanimità dal tavolo tecnico riunito in Campidoglio, con l’obiettivo di garantire la sicurezza in una delle aree a maggiore affluenza della Capitale, che comprende anche il Colosseo, Piazza dell’Ara Coeli e l’Arco di Costantino.
I risultati delle verifiche sugli alberi
Su un totale di 54 alberi presenti nell’area, gli esperti hanno già esaminato i primi 36 esemplari. Ecco l’esito:
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24 pini sono stati giudicati stabili o necessitano solo di ulteriori monitoraggi.
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12 pini presentano un livello di rischio troppo alto e incompatibile con la sicurezza pubblica.
Gli interventi di rimozione riguarderanno 10 alberi situati sul lato sinistro della strada (direzione Colosseo) e 2 sul lato destro.
Viabilità: riapertura parziale da lunedì
Questi interventi selettivi permetteranno, già da lunedì prossimo, una parziale riapertura del transito per i lavoratori dei cantieri PNRR e per i pedoni. Nel frattempo, i controlli proseguiranno sugli altri alberi per consentire riaperture progressive durante la prossima settimana.
Perché i pini romani sono a rischio?
Le condizioni critiche di questi esemplari dipendono da diversi fattori storici e ambientali:
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Età estremamente avanzata.
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Decenni di impatto antropico e piantumazioni in spazi troppo ristretti.
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Terreni di riporto resi instabili dai recenti eventi climatici estremi.
Per questo motivo, il tavolo tecnico ha deciso di innalzare il coefficiente di rischio per le prove di trazione (da 1,5 a 2), garantendo così uno standard di sicurezza ancora più severo.
Il piano di reimpianto: nuovi pini per Roma
Nessun albero andrà perso per sempre. I pini rimossi saranno sostituiti con nuovi esemplari della stessa specie (Pinus pinea), di dimensioni ed età adeguate.
L’operazione seguirà un rigoroso protocollo di reimpianto, elaborato dal Dipartimento Tutela Ambientale in sinergia con il CREA, l’Orto Botanico della Sapienza e gli Ordini professionali competenti. Il piano prevede un’attenta analisi del sottosuolo per garantire la massima tutela delle nuove radici e la salute futura degli alberi.