Nuove regole OSP: chiuse le domande di adeguamento. Cosa succede ora?
Si è ufficialmente conclusa la finestra temporale per mettersi in regola con il nuovo Regolamento per l’occupazione del suolo pubblico (OSP).
Alla scadenza del 31 marzo il bilancio dell’amministrazione conta 2.747 istanze totali con un picco di richieste proprio nelle ultime 24 ore.
I numeri dell’adeguamento: Roma si divide per Municipi
Il rush finale ha visto la presentazione di 457 domande solo nella giornata del 31 marzo, pari al 17% dell’intero volume di richieste.
Il territorio più coinvolto rimane il Municipio I, dove si concentra quasi la metà delle istanze totali con 1.263 domande presentate.
Chi ha presentato domanda e chi no: le differenze
Secondo le norme transitorie, la situazione per gli esercenti è ora divisa in due scenari netti:
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esercenti con domanda presentata: possono continuare a occupare il suolo pubblico in attesa che l’istruttoria venga completata;
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esercenti senza domanda: per chi non ha presentato istanza il titolo concessorio è da considerarsi automaticamente decaduto.
“Da oggi si apre una fase di attuazione che consente di applicare un quadro finalmente definito” ,ha dichiarato Monica Lucarelli, Assessora alle Attività Produttive e Pari Opportunità.
Controlli e istruttorie: il piano dopo Pasqua
Per evitare disparità tra i quartieri, l’Assessorato ha convocato una riunione post-pasquale con i Presidenti e i Direttori dei Municipi. L’obiettivo è duplice:
- condividere modalità di istruttoria uniformi;
- definire con la Polizia Locale procedure di controllo coordinate.
L’Amministrazione sta, inoltre, valutando l’invio di un avviso formale ai commercianti che non hanno presentato domanda, sollecitandoli a regolarizzare la propria posizione per evitare sanzioni o chiusure coatte.
Verso una gestione ordinata dello spazio pubblico
Il nuovo regolamento non è solo un atto burocratico, ma punta a trasformare il volto della città attraverso:
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criteri oggettivi per il rilascio delle concessioni;
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qualità delle attività come requisito fondamentale;
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differenziazione dei contesti urbani per rispettare il decoro;
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semplificazione dei controlli per le autorità preposte.
“Entriamo nella fase di applicazione: gli effetti saranno progressivi”, conclude Lucarelli. “La direzione è quella di una gestione più ordinata ed equilibrata dello spazio pubblico, a tutela di chi lavora nel rispetto delle regole e dei cittadini”.