Cinema: Addio a Tinto Brass

E’ morto nella sua casa di Isola Farnese a Roma il regista Tinto Brass, aveva 93 anni. Ne danno la notizia la moglie Caterina Varzi e i figli Bonifacio e Beatrice Brass. La famiglia comunica che le esequie funebri si terranno in forma privata.
In più di quarant’anni di carriera ha diretto una trentina di film, è diventato celebre con il cinema erotico, tra i titoli più celebri: Salon Kitty, La chiave, Monella, Capriccio.
A settembre la Mostra del cinema di Venezia gli aveva reso omaggio proiettando il suo Col cuore in gola come film di preapertura. Il regista non era potuto intervenire alla proiezione per le precarie condizioni di salute.

LA VITA

Nato a Milano, cresce a Venezia in una famiglia legata all’arte e al diritto. Il nonno era il pittore Italico Brass (da cui derivò il soprannome “Tintoretto”, poi abbreviato in “Tinto”), mentre il padre Alessandro era un affermato avvocato. Tinto Brass si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Ferrara nel 1957. Appassionato di cinema, si è poi trasferito a Parigi dove lavora come archivista e montatore alla Cinémathèque Française, entrando in contatto con gli ambienti della nascente Nouvelle Vague. Tornato in Italia, ha lavorato come aiuto regista per grandi maestri del calibro di Roberto Rossellini, Alberto Cavalcanti e Joris Ivens.

Agli esordi, Tinto Brass si distingue per uno stile anticonformista, anarchico e incline alla sperimentazione formale. La ‘svolta’ erotica è arrivata a partire dalla metà degli anni ’70, quando la sua poetica mette al centro il tema del sesso, del voyeurismo e della liberazione dai tabù borghesi. Negli anni ’90 e 2000, poi, Brass accentua il tono giocoso, spensierato e provocatorio della propria narrazione.

GLI ULTIMI FILM

Negli anni Novanta e Duemila la ripetitività di schemi e situazioni affievolisce l’interesse del pubblico, ma non l’ostinazione dell’autore. L’uomo che guarda (1994) è liberamente tratto da Alberto Moravia; Fermo posta Tinto Brass (1995) è una commedia autobiografica in cui il regista recita nei panni di se stesso; poi Monella (1998), Tra(sgre)dire (2000) e Senso ’45 (2002), con Anna Galiena, rilettura erotica del racconto di Camillo Boito già portato sullo schermo da Visconti nel 1954. A settant’anni gira Fallo! (2003), film a episodi di ispirazione boccaccesca; l’ultimo lungometraggio, Monamour, è del 2005 e approda direttamente in DVD. Nel 2009 porta in scena a Roma un Don Giovanni ambientato nella Venezia del 1930 e presenta alla Mostra il cortometraggio Hotel Courbet, omaggio al pittore Gustave Courbet, interpretato da Caterina Varzi.