Addio a Giorgio Bracardi, re della comicità radiofonica e tv: aveva 93 anni

Giorgio Bracardi, storico musicista, cantante e attore comico tra i volti simbolo della stagione d’oro della radio e della televisione italiana, si è spento all’età di 93 anni in una casa di cura a Fiano Romano. La notizia della scomparsa è stata data dalla famiglia; l’artista era ricoverato a seguito delle complicazioni nate dopo essersi fratturato un femore nella primavera scorsa.

Pioniere di una comicità irriverente, surreale ed eccentrica, Bracardi ha conquistato generazioni di italiani grazie a un uso sapiente del ritmo, ad abilità vocali inconfondibili e alla creazione di macchiette entrate direttamente nella storia della pop culture nostrana.

Dal debutto musicale ai successi della RCA e Sanremo

Nato a Roma il 3 maggio 1933 in una famiglia immersa nella musica — figlio del tenore Glauco e del soprano Edvige, nonché fratello del pianista e attore Franco Bracardi —, Giorgio intraprese giovanissimo lo studio del pianoforte.

Negli anni Sessanta lavorò come compositore per la prestigiosa etichetta RCA e partecipò a diverse edizioni del Festival di Sanremo in veste di autore.

Alto Gradimento e la rivoluzione surreale alla radio

La consacrazione popolare arrivò con Alto Gradimento (1970-1976), lo storico programma radiofonico ideato da Renzo Arbore, Gianni Boncompagni e Mario Marenco. La trasmissione rappresentò una vera spartiacque per l’intrattenimento radiofonico italiano e permise a Bracardi di dare sfogo al suo talento fondato su improvvisazioni, parodie e caratterizzazioni grottesche.

Tra i suoi personaggi più celebri nati ai microfoni della radio:

  • Scarpantibus: il mitico e sgangherato “uccellaccio del Nicaragua”.

  • Max Vinella: il petulante e incalzante giornalista.

  • Ermanno Catenacci: l’esaltato gerarca fascista noto per il tormentone “e giù manganellàtte!”.

  • Dottor Marsala: l’ipocondriaco e perennemente emicranico dirigente Rai (“Salute, come va? Io… dei dolori, dei dolori… un cerchio alla testa…”).

  • Dottor Onorato Spadone: il bizzarro farmacista dalle pillole ciniche (“L’uomo è una bestia! E la donna? Due volte bestia!”).

  • Benito Cerbottana: l’inguaribile maestro nostalgico della Dolce Vita, soprannominato “l’uomo di Via Veneto”.

  • Malìk Malùk: l’irascibile e bilioso personaggio arabo.

Dalla radio al grande schermo televisivo: i successi in TV

Il passaggio dalla radio alla televisione consolidò ulteriormente la popolarità di Bracardi, che portò sul piccolo schermo una galleria di figure saturate di nevrosi e tic linguistici:

  1. Tutti insieme compatibilmente (1979): debuttò su Rai 2 con il Professor Aurelio Marcellini, monarchico e ultraconservatore che duettava con Nanni Loy lanciando il celebre tormentone “Chettefrega? Chettefrega?”.

  2. Pranzo in Tv (1984): trasmissione di Rai Uno condotta da Luciano Rispoli in cui Bracardi ripropose i suoi cavalli di battaglia.

  3. Quelli della notte (1985): lo storico cult notturno firmato Renzo Arbore, ricolmo di improvvisazione e battute entrate nella storia della TV.

  4. Pronto, chi gioca? (1987) e Chiappala chiappala (1989): programmi Rai che lo videro protagonista e conduttore al fianco di volti come Enrica Bonaccorti e Giancarlo Magalli.

  5. Striscia la notizia (1995): dove vestì i panni dell’esilarante Lucio Smentisco, fittizio portavoce di Silvio Berlusconi.

  6. Stracult (2001): show di Rai 2 ideato da Marco Giusti, di cui fu uno dei volti simbolo.

Musica, cinema e doppiaggio: l’eredità di un artista poliedrico

Accanto all’attività comica e teatrale, Bracardi non abbandonò mai la passione per la composizione e il canto, incidendo brani satirici diventati cult come Via Veneto, In Galera!, Che Felicità, Béccate questa e Cacamucaz amore mio (tratto dalla colonna sonora del film La gorilla).

Nel 2008 ha inoltre prestato la voce al celebre antieroe dei fumetti Cattivik, confermando una versatilità artistica fuori dal comune capace di spaziare con disinvoltura tra musica, radio, TV, cinema e doppiaggio.