Premio Strega 2026: Michele Mari vince l’ottantesima edizione
Per un anniversario speciale, una location speciale. Per la prima volta in Piazza del Campidoglio ieri si è tenuta la serata finale del Premio Strega, giunto alla sua ottantesima edizione.
Un contest storico fondato da Maria Bellonci e trainato dalla Fondazione che porta il suo nome. Il premio più importante in materia di letteratura a livello nazionale, ma che mantiene un legame speciale ed esclusivo con Roma. Come era stato deciso per la 70esima edizione, svoltasi all’Auditorium Parco della Musica, anche questo importante anniversario si è festeggiato nella Capitale, stavolta nel cuore pulsante dell’amministrazione capitolina: sotto l’ombra di Marco Aurelio.
Il Premio Strega ha raccontato in questi anni la storia dell’Italia repubblicana: cominciò a prendere vita pochi giorni dopo la liberazione di Roma, a partire dall’11 giugno 1944, quando a casa Bellonci cominciavano a riunirsi Gli amici della domenica. Ed è qui che nacque l’idea: da una forte volontà di ricostruire la nazione anche attraverso la cultura, in particolare attraverso la letteratura. Quella del Premio Strega ha dipinto i mutamenti dell’Italia da quel momento fino ad oggi, mantenendo l’attenzione del pubblico sempre alta.
Quest’anno è Michele Mari a portare a casa la vittoria, con il suo “I Convitati di Pietra”, pubblicato da Einaudi. Con 190 voti nella serata finale, conferma il pronostico che lo dava come favorito per il gradino più alto del podio.
Secondo classificato Matteo Nucci con “Platone. Una storia d’amore” (Feltrinelli) e a seguire, sul terzo gradino del podio, Bianca Pitzorno con “La sonnambula” (Bompiani).