Teatro Valle, sipario di nuovo aperto: restituito a Roma il teatro simbolo della cultura

È una grande emozione restituire finalmente ai romani il Teatro Valle dopo sedici anni" HA COMMENTATO AI NOSTRI MICROFONI il sindaco Gualtieri
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Dopo sedici anni di chiusura e un articolato intervento di recupero avviato a marzo 2023, si alza nuovamente il sipario sullo storico Teatro Valle. Il gioiello settecentesco nel cuore della capitale torna così a vivere e a integrarsi nel circuito culturale cittadino.

La presentazione ufficiale degli interventi si è svolta durante una conferenza stampa alla presenza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, del sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce e dei vertici della Fondazione Teatro di Roma. I lavori sono stati curati dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in stretta collaborazione con il Ministero della Cultura.

Un investimento di 11 milioni: numeri e protagonisti del restauro

Il piano di riqualificazione ha richiesto un investimento complessivo superiore agli 11 milioni di euro. L’intervento ha visto la partecipazione simultanea di imprese specializzate, storici dell’arte, architetti, ingegneri e decine di restauratori, con picchi di 80 maestranze al lavoro quotidianamente nelle fasi più intense del cantiere.

Il progetto ha combinato il restauro conservativo del monumento con l’adeguamento sismico, strutturale e impiantistico, tutelando l’identità architettonica originaria e garantendo al contempo moderni standard di fruibilità e sicurezza.

I lavori hanno interessato l’intero complesso monumentale:

  • Le parti storiche: sala, palchi, scaloni monumentali originariamente progettati da Giuseppe Valadier.

  • Il palcoscenico e il sottosuolo: rimozione dell’antico assito nella parte profonda del palco e scavi estesi in ambienti interrati (sottopalco, sotto-retropalco e cavedio nord) per alloggiare vani tecnici e depositi.

Le scoperte artistiche: la “Danza delle ore” e la memoria del 2011

Le indagini stratigrafiche e documentali condotte dai restauratori hanno permesso di recuperare gli apparati decorativi originali, tra cui le finiture dei palchetti, la grande tela del soffitto e l’arco di proscenio.

Tra i ritrovamenti più rilevanti spicca una decorazione ottocentesca nascosta sotto ridipinture del Novecento: nell’arco del boccascena è riemersa la raffinata “Danza delle ore”, un fregio di putti monocromi su fondo in oro zecchino, ascrivibile agli interventi storici dell’epoca di Valadier.

Accanto alle testimonianze settecentesche e ottocentesche, il restauro ha preservato un frammento significativo di storia contemporanea: lungo le scalinate sono state mantenute le scritte e i manifesti contro le discriminazioni tracciati durante l’occupazione del 2011 dal collettivo Teatro Valle Bene Comune, a memoria di una stagione di mobilitazione civile e culturale che ha segnato la storia recente dell’edificio.

Innovazione tecnica, sicurezza water-mist e piena accessibilità

Alla valorizzazione filologica del monumento si è affiancato un completo rinnovamento tecnologico e funzionale, studiato sia per gli artisti sia per il pubblico:

  • Nuove opere strutturali: inserimento di una struttura portante alleggerita sopra la volta del retropalco, nuove fondazioni destinate al montacarichi di scena e all’ascensore di servizio.

  • Spazi per artisti e tecnici: camerini interamente ricostruiti e serviti da nuovi collegamenti verticali dedicati.

  • Accoglienza e comfort in sala: platea rinnovata con nuove poltrone, sedute rimesse a nuovo nei palchi, decorazioni ripristinate e percorsi privi di barriere architettoniche grazie all’installazione di ascensori dedicati.

  • Impianti antincendio a tecnologia water-mist: sistema di nebulizzazione ad acqua ad alta pressione che assicura la massima efficacia protettiva riducendo al minimo il consumo idrico, ideale per preservare gli apparati decorativi di pregio.

  • Scenotecnica di ultima generazione: reti cablate e centraline digitali per la gestione automatizzata di luci, regia audio e flussi video a servizio della scena e della torre scenica.