Ddl Roma Capitale, la Camera approva la riforma costituzionale: cosa prevede e i prossimi passi
Un importante passo avanti per dotare la Capitale di poteri e risorse adeguate. La Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura il disegno di legge costituzionale dedicato a Roma Capitale. Il provvedimento, che punta a ridisegnare l’ordinamento amministrativo della città, ha ottenuto il primo via libera di Montecitorio e si prepara ora a iniziare il suo percorso al Senato.
I numeri del voto e l’iter parlamentare
Il provvedimento è passato alla Camera con i seguenti numeri:
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Voti a favore: 159
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Voti contrari: 33
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Astenuti: 55
Con questo risultato, il disegno di legge passa ufficialmente all’esame del Senato. Una volta completato l’iter a Palazzo Madama, il testo richiederà una seconda deliberazione da parte della Camera, a distanza di almeno tre mesi, come previsto dall’articolo 138 della Costituzione per le leggi di revisione costituzionale.
Il commento del sindaco Roberto Gualtieri
L’approvazione è stata accolta con favore dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha espresso soddisfazione per l’avvio dell’iter parlamentare, pur non mancando di sottolineare alcune criticità politiche.
“L’approvazione da parte della Camera dei Deputati in prima lettura del disegno di legge di riforma costituzionale su Roma Capitale è un fatto positivo che consente l’avvio dell’iter parlamentare per un provvedimento molto importante e atteso da tempo, necessario per dotare la Capitale di un ordinamento, di poteri e di risorse adeguati al suo ruolo. Sarebbe stato auspicabile un consenso più ampio e da questo punto di vista il clima di tensione e scontro costante tra i partiti non è stato di aiuto.”
Il primo cittadino ha poi ribadito le priorità per i prossimi mesi, chiedendo unità per arrivare al traguardo:
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Legge ordinaria: Definire rapidamente i contenuti della legge e le risorse necessarie.
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Tempistiche: Completare la riforma entro la fine dell’attuale legislatura.
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Maggioranza: Raggiungere un’ampia convergenza parlamentare oltre gli schieramenti.
Cosa cambia con il nuovo Ddl
La riforma costituzionale punta a riconoscere formalmente a Roma un’autonomia speciale e poteri legislativi e amministrativi paragonabili a quelli delle grandi capitali europee. L’obiettivo è superare le attuali limitazioni gestionali, permettendo al Campidoglio di gestire in modo più efficiente mobilità, rifiuti, grandi eventi e investimenti strutturali.
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Autonomia amministrativa: Maggiore flessibilità nella gestione del territorio.
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Risorse dedicate: Fondi stabili e strutturali per il ruolo di Capitale della Repubblica.
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Competenze: Trasferimento di funzioni chiave dallo Stato e dalla Regione al Comune di Roma.
Il dibattito si sposterà ora nelle commissioni del Senato, dove si definiranno i dettagli tecnici e le risorse finanziarie necessarie a rendere operativa la riforma.