Il tribunale ammette Atac al concordato, Raggi: “Inizia la rinascita”

Il Tribunale di Roma ha accolto la domanda di concordato preventivo presentata da Atac lo scorso 18 settembre 2017. A partire da oggi la municipalizzata ha 60 giorni di tempo, con scadenza il 27 novembre 2017, per presentare la proposta definitiva corredata dal Piano industriale e degli ulteriori documenti previsti dalla legge. “Con l’accoglimento della domanda” scrive l’azienda in una nota “la Società può riprendere la piena operatività aziendale, nel rispetto dei criteri di amministrazione ordinaria e straordinaria definiti dalla Procedura”.

Per seguire l’iter, sono stati nominati dei commissari: il professor Raffaele Lener, docente di diritto commerciale all’università Luiss, Giuseppe Sancetta, professore ordinario di economia e gestione delle imprese alla Sapienza e l’avvocato Luca Gratteri.

“Oggi inizia il procedimento di rinascita di Atac” le parole della sindaca Virginia Raggi. “Il Tribunale ha ammesso la procedura di concordato preventivo in continuità: si tratta del via libera ad un programma che punta a migliorare le linee, gli autobus, la metropolitana; ridurre i tempi d’attesa; dare ai cittadini i servizi che chiedono; tutelare i dipendenti. È la vittoria dei cittadini” continua la nota. “Ora possiamo portare a compimento quella rivoluzione nel trasporto pubblico che i romani attendono da decenni. In questi mesi abbiamo responsabilmente lavorato ad un progetto che secondo i giudici può essere percorribile. Abbiamo avuto il coraggio di intraprendere una strada per mantenere Atac saldamente in mano pubblica tutelando i lavoratori ed evitando lo spettro della privatizzazione invocato o sostenuto da altre forze politiche”.

Intanto, ieri, nelle metropolitane è andata in scena la protesta dei tecnici addetti alla manutenzione degli apparati di controllo, accesso e bigliettazione della metropolitana, appaltati alle società Sigma spa e Saima spa, che “dal 1 ottobre saranno licenziati a fronte dei mancati pagamenti da parte di Atac”. In un volantino diffuso alla cittadinanza hanno scritto: “Ci scusiamo se il varco non si aprirà, se il biglietto non verrà obliterato, se le macchinette non emetteranno i biglietti, se gli interventi non saranno tempestivi e risolutivi, se la sicurezza della macchina non sarà manutenuta e se le componenti guasti o usurati non saranno sostituite. Ma siamo in sciopero per difendere il nostro lavoro e la tranquillità delle nostre famiglie”.

 

L’opposizione dem chiede il ritiro del concordato. “Su Atac rischia di abbattersi una tegola ulteriore. Se entro il 30 settembre non viene prolungato il contratto di servizio fino al 2024, come annunciato dalla Sindaca Raggi, l’azienda perderà il 15% del fondo destinato al trasporto pubblico locale” scrive in una nota la consigliera del PD capitolino Ilaria Piccolo. Oltre allo sciopero degli addetti di Sigma e Saima, continua la consigliera, “gli stipendi dei dipendenti dell’azienda di trasporto pubblico da questo mese saranno trattati come debito pregresso e quindi accreditati come anticipazione, in attesa delle decisioni del tribunale fallimentare. All’incertezza delle procedure si aggiungono i timori per i posti di lavoro nelle aziende dell’indotto e le possibili decurtazioni agli stipendi dei dipendenti Atac. Una situazione sempre più critica che avvalora la nostra richiesta di ritiro della procedura di concordato.

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