Valle Aurelia, gru colpisce tetto di un palazzo: “Sfiorata la tragedia”

“È stata sfiorata la tragedia”. Marta è un fiume in piena. Ieri 4 settembre, su viale di Valle Aurelia, la catena di una gru ha danneggiato il tetto di un palazzo “in più punti. Inoltre – ha continuato – è stato colpito, in parte, il travertino all’angolo dell’edificio, successivamente messo in sicurezza dai vigili del fuoco”. Il tutto è avvenuto poco prima delle 8, davanti al cantiere del centro commerciale in costruzione. Marta, insieme al proprio compagno e al figlio di undici mesi, da circa due anni vive nel piano mansarda, che dispone di un terrazzo. La catena della gru – ha ricordato – ce la siamo trovata davanti. Se stavamo affacciati in balcone, potevamo rischiare grosso. Bastava che fosse stata trenta centimetri più all’interno. Nemmeno ci voglio pensare”.

Il racconto e i disagi

Il racconto di Marta è proseguito senza sosta: “Stavamo dormendo – ha confessato – quando a un tratto abbiamo sentito un forte rumore: ci siamo alzati e abbiamo notato la catena della gru che aveva raggiunto il tetto, andandosi poi a incagliare all’angolo. Ho avuto la sensazione che stesse crollando il tetto, non è la prima volta che la gru esce fuori dall’area del cantiere e che gira completamente sopra il palazzo”. C’è poi dell’altro, ossia la difficile convivenza tra i residenti e gli interventi del cantiere: lavori rumorosi  “che fino a pochi mesi fa si svolgevano pure in orari notturni non consentiti. Ma anche inquinamento acustico, odori acri, polveri che respiriamo”.

Le criticità legate al cantiere

Per rincarare la dose, Marta ha preso in una mano un foglio dove ha appuntato “alcuni problemi legati al cantiere. A maggio, per esempio, sono stati tranciati dei cavi elettrici. L’istituto di credito e un’attività commerciale sono rimasti senza corrente. Nello stesso mese, abbiamo segnalato lavori che procedevano anche a notte fonda. Inoltre, con l’arrivo del cantiere, l’attraversamento pedonale che prima c’era tra viale di Valle Aurelia e via Baldo degli Ubaldi è stato spostato più in là, verso il centro per intenderci, ma è segnalato male e si trova dopo un curva. Senza dimenticare i mezzi pesanti, che passano continuamente anche di notte”.

“Dimenticati dalle istituzioni”

“Nessuno dell’Amministrazione, ieri, si è presentato qui – ha notato – nemmeno altri esponenti politici del presente e del recente passato. Nessuno ha ascoltato le perplessità e le paure di noi cittadini. Per quanto mi riguarda – ha terminato – chiedo un intervento tempestivo, per garantire la sicurezza dei residenti del quartiere, al momento dimenticati dalle istituzioni”.

Il progetto del centro commerciale

Il centro commerciale, alla fine della fiera, ospiterà una quarantina di negozi, un centro direzionale, un ristorante, parcheggi e sorgerà nell’area del Municipio XIII, a un tiro di schioppo dalla stazione delle metropolitana. Come ricordato da questo portale nel gennaio del 2016, tecnicamente si tratta di un ‘ex art.11’, ossia un piano di recupero che ha come obiettivo la messa in sicurezza della vecchia Fornace Veschi – l’ultima ad aver cessato la produzione negli anni ’50 e sottoposta a vincolo come monumento di archeologia industriale – e la realizzazione di alcune opere pubbliche. Un cantiere intorno al quale c’erano già state polemiche. Polemiche che, a quanto pare, non sono cessate.

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