Multiservizi in Aula, ancora proteste contro il M5S: “Fermate i licenziamenti”

Da una parte una procedura di mobilità per 30 lavoratori, che il consiglio di amministrazione di Roma Multiservizi non ha bloccato contravvenendo alle indicazioni date in merito dal Campidoglio al socio di maggioranza, l’Ama. Dall’altra la patata bollente della gara a doppio oggetto bocciata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato nell’ottobre scorso, prima sospesa, poi definitivamente annullata dall’amministrazione, che gli uffici dell’assessore alle Partecipate, Alessandro Gennaro, stanno correggendo alla luce delle osservazioni arrivate dall’organismo. Si è tenuto tra le proteste dei lavoratori il consiglio straordinario sulla situazione di Roma Multiservizi, anticipato dopo un’ora di proteste da parte dell’opposizione.
A riscaldare gli animi ormai esasperati da anni di incertezza, l’incontro il Regione del pomeriggio sulla procedura di licenziamento collettivo per 30 lavoratori ‘amministrativi’ su 67, l’ultima fase di fronte alla quale, in mancanza di accordo, i licenziamenti diventano effettivi. In Campidoglio avevano chiesto ad Ama, che con il 51% controlla la municipalizzata, di bloccare la procedura. “Io stesso ho inviato una nota il 7 dicembre” ha spiegato Gennaro in Aula chiedendo di “rispettare l’accordo tra amministrazione e sindacati per il mantenimento dei livelli occupazionali e produttivi”. Ma “dalle informazioni acquisite risulta che questa indicazione non si sia riscontrata nell’azione degli organi di Multiservizi” ha ammesso Gennaro. “Sto chiedendo un incontro diretto con il presidente della Multiservizi perché mi possa relazionare di persona” ha continuato l’assessore.

Parole che hanno sollevato la reazione dell’opposizione: “Lei è l’assessore alle Partecipate, non so se se lo ricorda, e Multiservizi è al 51 per cento controllata da Ama, controllata a sua volta al 100 per cento dal Comune di Roma, e lei ci sta dicendo che non sa neanche se le motivazioni che hanno portato alle procedure siano state correttamente vagliate” le parole della consigliera del Pd in Campidoglio, Valeria Baglio.
Una decisione, quella del cda della controllata Ama, che ha imbarazzato la maggioranza. Dagli scranni della maggioranza Roberto Palma ammette: “Quanto accaduto ieri è molto grave”. Pietro Calabrese (M5S) parla di “tradimento” e promette: “Il tempo degli accordi non rispettati è finito”.  Il “segnale chiaro”, per usare le parole del consigliere, è contenuto nell’ordine del giorno approvato alla fine della discussione in Assemblea capitolina che impegna la sindaca Virginia Raggi e gli assessori competenti a “affinché la società Ama, sussistendone i presupposti, provveda alla convocazione urgente dell’assemblea dei soci della Roma Multiservizi per assegnare il ruolo di amministratore delegato in capo al socio di maggioranza”. Una decisione che, secondo fonti consultate da Romatoday, potrebbe però entrare in contrasto lo statuto della società che prevede che le cariche nel cda vengano elette a maggioranza.
Il vero banco di prova, però, per l’amministrazione capitolina è la riscrittura della gara a doppio oggetto che dovrebbe tornare in Aula Giulio Cesare i primi giorni di febbraio. “L’intervento dell’Autorità garante non ha detto che la gara a doppio oggetto è uno strumento non compatibile” si è difeso Gennaro “ma che aveva degli aspetti critici”. La procedura, fortemente avversata da lavoratori e sindacati che sostengono che non garantirà i livelli occupazionali, è stata occasione anche di ripetuti attacchi alla maggioranza da parte delle opposizioni che a più riprese hanno ricordato l’iniziale ‘promessa’ di internalizzare il servizio. “Avete promesso che si sarebbero tutelati i lavoratori, ma ad oggi nulla di tutto questo è stato fatto” le parole del capogruppo di Fdi in Campidoglio, Fabrizio Ghera. “Fermatevi e troviamo una soluzione che qualifichi i servizi e tuteli davvero i lavoratori. L’arrivo di un soggetto privato comporterà centinaia di licenziamenti” l’appello del consigliere di Sinistra X Roma, Stefano Fassina.
“Mi sorprende che l’assessore si senta rassicurato dal parere dell’Autorità, perché vorrei ricordare che in quel parere c’è scritto che è in contrasto con l’articolo 4 della legge Madia, aspetto che abbiamo fatto presente in più occasioni” il commento di Serenetta Monti, sindacalista dell’Usi. “Come organizzazione sindacale riteniamo che l’unica strada praticabile per tutelare la dignità dei lavoratori e i servizi sia l’internalizzazione. Ed è in quella direzione che andranno le denunce che vogliamo presentare in Procura”.

I lavoratori sono sul piede di guerra. “Siamo pronti a riprendere le proteste a oltranza. Fino ad arrivare alla chiusura delle scuole” hanno raccontato a Romatoday alcuni lavoratori in Aula. “Non è più il tempo delle chiacchiere. Perché mentre il Comune promette 11 lavoratori dell’appalto Atac sono rimasti a casa” hanno spiegato riferendosi all’apertura della procedura di mobilità per 400 dipendenti impiegati nell’appalto con la municipalizzata dei trasporti, poi ritirata. “Senza considerare che continuare a lavorare in proroga sta avendo delle ripercussioni sulla qualità del lavoro e sugli stipendi. Possibile che servizi così importanti destinati ai bambini non interessino nessuno?”.

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 romatoday

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