“Le vecchie carrozze Atac per il treno della Tuscia. Stop alla rottamazione”

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Puntare sul turismo e sui treni storici per dare un po’ di ossigeno al boccheggiante bilancio dell’Atac. E’ questa l’idea che anima l’iniziativa di due associazioni, Gruppo Romano Amici della Ferrovia e Trasportiamo che nei giorni scorsi hanno scritto a Comune, Regione e Governo centrale chiedendo di intervenire per bloccare la rottamazione di una serie di treni e carrozze storiche dell’Atac.

L’idea è quella di replicare anche a Roma e nel Lazio, in particolare nella Tuscia, l’esempio portato avanti dalla Fondazione FS, con la gestione centralizzata del parco rotabili storici, e dall’ATTS di Torino che ha saputo creare un evento annuale attrattore per la città come il “Trolley Festival”. Tutti esempi virtuosi capaci di spingere il turismo, valorizzando la storia del materiale ferroviario a disposizione.

Le due associazioni chiedono in particolare di fermare la rottammazione, sulla Roma Nord, di un’elettromotrice e di 4 vetture rimorchiate attualmente in giacenza presso la stazione di Viterbo. Sulla Roma Lido invece si vuole bloccare l’addio a 2 elettromotrici MR 100 “le sole superstiti della prima fornitura”, 1 unità MR 200 (da valutare in base alle condizioni) e 1 unità MR 300 (MR 311-312). In questo caso il materiale si trova in giacenza al deposito di Magliana. E proprio per far spazio nei depositi Atac vuole disfarsene.

Secondo le associazioni “il materiale è di notevole interesse storico e tecnologico, poiché incarna uno spaccato sociale e industriale della Capitale, in primis, e del nostro Paese. Il loro utilizzo, infatti, ha consentito lo sviluppo di aree rurali dell’alto Lazio, agevolando il commercio e le comunicazioni (la ferrovia Roma-Viterbo) nonché permesso di dotare Roma di un’infrastruttura moderna e rapida (la metropolitana)”. Questi treni, hanno anche ospitato personalità politiche italiane, tra cui il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi che, all’inaugurazione della prima linea metropolitana italiana, anno 1955, volle presenziare l’evento, salendo proprio sui convogli serie MR100, prime elettromotrici mai costruite in Italia con standard di tipo metropolitano.

Per questo GRAF e Trasportiamo chiedono di “attivare le procedure di vincolo storico, riconoscendo così il loro status indiscusso di Patrimonio Nazionale secondo il D.Lgs.vo n. 42/04 e in virtù delle linee guida contenute nel Ddl 1178/13 sulla “Istituzione delle Ferrovie turistiche”, approvato di recente dalla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati”.

“L’obbiettivo è di creare (o ripristinare)”, spiegano ancora le due associazioni, “il “Treno della Tuscia” sulla ferrovia Roma-Viterbo e, contestualmente, di istituire il treno storico sulla Roma-Lido, composto dalle elettromotrici MR, che colleghi la Capitale agli scavi di Ostia Antica, qualora però l’esercizio lo consentisse; in alternativa prevediamo, comunque, la restaurazione statica di quest’ultime elettromotrici. Sarà, inoltre, nostra cura valutare una strategia che miri alla costituzione di un museo dei trasporti di Roma definitivo, migliorando il Polo Museale di Piramide/Ostiense, fiore all’occhiello della Società Atac”.

In collaborazione con:

 romatoday

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