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Ex Dogana a San Lorenzo, dai permessi al Planetario: il locale eternamente temporaneo

Amato e odiato nello stesso tempo. Un punto di riferimento per gli amanti della movida e croce per i residenti del quartiere. Un locale spuntato all’improvviso e diventato immediatamente famoso. L’Ex Dogana a San Lorenzo, sin dalla sua nascita, ha attirato le attenzioni di chi si è chiesto come, in un’area di 23mila metri quadri, di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti, fosse possibile tenere in piedi un’attività del genere. A chiederselo i frequentatori, i competitor e i residenti di San Lorenzo.

Abbiamo provato a ripercorrere la storia dell’Ex Dogana: ne emerge un quadro di permessi temporanei, cambi di società e di interlocuzione con le istituzioni che sta lentamente trasformando quest’area in un divertificio, capace di attirare dagli amanti della discoteca a quelli delle mostre, da chi ama gli aperitivi a quelli che amano la politica. Proviamo a ricostruire come si è arrivati a tutto questo. Proviamo a fare chiarezza, a partire dalle autorizzazioni temporanee di pubblico spettacolo, rilasciate dal Dipartimento Cultura del Comune di Roma, che RomaToday ha potuto visionare.

Il 5 agosto 2015 la proprietà dell’ex Dogana, Residenziale Immobiliare 2004 SpA (partecipata al 75% da Cassa Depositi e Prestiti e al 25% da soci privati riuniti in Finprema spa) stipula un contratto di affitto con la Dead Poets Society srl, che dal 29 agosto 2015 ottiene la prima autorizzazione temporanea per organizzare eventi nell’ambito della manifestazione “EX DOGANA”. L’autorizzazione scade il 5 ottobre 2015, data di scadenza del primo contratto di locazione. Il Dipartimento Cultura rilascia quindi una seconda autorizzazione temporanea a partire dal 9 ottobre, con scadenza al 31 gennaio 2016.

Il 14 gennaio 2016 il SILB, sindacato dei locali da ballo, presenta un esposto. Si citavano una serie di “gravissime carenze dell’immobile” -accatastato come C4, ovvero magazzino-deposito, “sia dal punto di vista tecnico-strutturale che dal punto di vista burocratico-amministrativo. L’esposto segnala che “le autorizzazioni temporanee sono tali perché rilasciate in occasione di eventi che non si debbano ripetere con costanza e ripetizione da stessi soggetti, nei luoghi e con scadenze fisse e ripetitive (esempio tutti i sabati del mese per più mesi) altrimenti se così fosse sarebbe necessario richiedere una autorizzazione permanente che comporta l’applicazione di regole più stringenti”.

Le autorizzazioni temporanee sono rilasciate per eventi con una durata limitata nel tempo. L’ufficio del Comune di Roma informa che la durata massima prevista dalle autorizzazioni temporanee è di 150 giorni complessivi nell’arco di un anno, 90 giorni consecutivi, con un periodo di pausa obbligatorio di 2 mesi prima dei restanti 60 giorni di attività.

Nel corso del 2016 la Dead Poets Society ottiene 7 autorizzazioni temporanee, e proroghe dell’orario, per l’uso dello spazio, coprendo complessivamente un arco temporale di un anno, con una media di 4 giorni di pausa tra una e l’altra autorizzazione fino all’estate 2016 per le manifestazioni “Ex Dogana”,  quando partono le manifestazioni “Kino Summer Village” e “Scalo Est”, tutte al civico 10 di Via dello Scalo di San Lorenzo. Nel gennaio 2017 cambia l’associazione richiedente. La Ex Dogana Lab, presieduta da uno dei soci della Daed Poets Society, ottiene i permessi per alcuni giorni di attività. 

Nel febbraio 2017 entra nella gestione dell’ Ex Dogana Mondomostre Skira, nata nel giugno 2014 dall’unione di Mondo Mostre srl e Skira Editore spa, “tra i maggiori organizzatori e produttori di mostre in Italia, capo fila nel loro settore di origine”. La nuova società è amministrata da Tomaso Radaelli di Mondo Mostre. 

Dal febbraio 2017 le autorizzazioni sono richieste da G.S.E srl., società posseduta da Mondomostre Skira. Nel corso del 2017 G.S.E. ottiene 9 autorizzazioni, ciascuna di durata variabile, per diverse manifestazioni, tra “Ex Dogana”, “Deposito centrale”, “Scalo Est”, “Scalo Ovest”, “Sala Club e Sala Privé”, sempre al civico 10 di Via dello Scalo San Lorenzo, per 9 mesi, fino a dicembre 2017. 

A maggio 2017 la gestione decide di incrementare le attività: “Visti in particolare la nota della Presidente del Municipio del 7/4/2017, che sottolinea l’importanza del complesso la cui gestione consente il recupero dell’area mettendola a disposizione di aziende, associazioni e cittadini quale centro di nuove forme d’impresa culturale per la realizzazione di molteplici eventi ed il cui interesse pubblico è anche quello di creare formazione e occupazione giovanile; visti gli ampi consensi consolidati, la Società ha deciso di incrementare le attività e a tal fine ha deciso di utilizzare spazi nuovi sin qui non utilizzati denominati “Sala Club e la Sala Privè”, nell’ambito dei quali si include la manifestazione “Deposito Centrale””. 

A luglio 2017 alcuni residenti di Via dello Scalo di San Lorenzo, stanchi di non dormire la notte, inviano una petizione al Campidoglio per la chiusura della spazio. Era stato però proprio il Municipio II ad esprimere parere favorevole alla proroga dell’orario delle attività della ex dogana fino alle 05.00, due mesi prima, con una nota del 11 maggio 2017. 

Con l’ingresso di Mondomostre Skira nella gestione dell’Ex Dogana qualcosa, oltre alla proroga dell’orario, cambia. Arriva il Planetario

Perché un privato, Mondomostre Skira, sostiene spese per un totale di 890 mila euro – tra cui il noleggio del Planetario (158.600 euro), i lavori di adeguamento dell’hangar (109.899 euro), l’affitto dei locali (74.115 euro) e il rischio d’impresa, per la realizzazione temporanea di un Planetario all’ex dogana, a seguito di un “bando-lampo” di Zétema al quale ha partecipato un unico proponente, e con diritto di prelazione? 

A raccontarlo, lo stesso Tomaso Radaelli, AD di Mondomostre Skira, il 9 novembre scorso, nell’intervento “La reinvenzione della regola e dello spazio. Il caso dell’ex dogana”, tenuto nell’ambito di un ciclo seminariale del corso “Politiche urbane e territoriali” presso il Dipartimento di Ingegneria all’Università La Sapienza di Roma. 

“Perché c’è un planetario li dentro? Perché ce l’ha chiesto espressamente il Comune (…) ‘Non è che ospitereste un Planetario?’” racconta Radaelli. “Il loro ‘ospitereste’ significa lo prendete, lo pagate, lo installate ve lo gestite. In buona sostanza era quella la storia. E Roma Planetario con il simbolo del Comune? Tutto pagato da noi, interamente. Abbiamo chiamato una ditta americana, installato una geode rimettendo a posto un hangar di lamiera (…) affittando tutto quello che era necessario, e poi dandolo in mano a quattro astronomi del Comune di Roma”.

“Perché fare questo?” continua Radaelli “(…) Bisogna che ci siano sempre delle bilateralità nel dialogo, altrimenti se tu chiedi soltanto permessi a un certo punto vai avanti a schiaffi. E se non hai maniera di restituire… restituire significa tante piccole cose, non vi nego di essere stato sollecitato dall’amministrazione a fare questa o quell’altra cosa (…).”

Radaelli racconta così l’ingresso di Mondomostre Skira nella gestione dell’ex dogana: “C’erano degli stranissimi contratti, rinnovati di tre mesi in tre mesi… una classica situazione non gestita. Noi siamo andati da Cassa per proporgli di prendere lo spazio per due anni, facendo un contratto di affitto (…). La legge italiana non consente di affittare degli spazi per meno di 6+6 anni, salvo una buona norma entrata in Legge di Stabilità 3 anni fa, per contratti cosiddetti grandi, quindi l’importo è almeno 250mila euro l’anno, vi sto dicendo quanto paghiamo per affittare quello spazio.”

Con la gestione di Mondomostre si va dunque verso la regolarizzazione di una situazione anomala dal punto di vista delle autorizzazioni che perdura dal 2015: “Il tema delle licenze è un tema che si risolve anche ottenendo una licenza non temporanea, e per noi ha significato fare, e stiamo finendo di fare qualcosa come 350mila euro di lavori” racconta Radaelli. “Se tu vai a Scalo Est è completamente diverso oggi. Non c’era bisogno di fare quella roba lì, l’abbiamo fatto e quello ci chiedevano i vigili del fuoco per potere darci una licenza non più temporanea ma permanente. (…) I ragazzi hanno trovato un escamotage, e abbiamo iniziato a fare i lavori per superare l’escamotage”. 

Alla ex Dogana gli spazi aprono, richiudono e riaprono di nuovo, con tanto di inaugurazioni e feste di chiusura, perché i permessi sono temporanei, e ruotano le manifestazioni per cui vengono richiesti. Da tre anni la ex Dogana di san Lorenzo funziona con questo “escamotage”, con buona pace dei residenti e di chi sogna un processo partecipato e nel recinto della legge per portare avanti la riqualificazione della città.

In collaborazione con:

 romatoday

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