In concerto stasera a Villa Pamphilj
L'intervista
Iniziamo dal nome Cincotti... chiare le origini italiane del pianista e songwriter newyorkese, ma quale pronucia preferisce per il cognome, il Cincotti all'italiana o il Sincòti all'americana? " Suona grandioso in italiano, preferisco la vostra pronuncia, anche se io stesso non so dirlo bene... A New York mi chiamano Sincòti, ma mi piace di più come dite voi!"
Che sia Cincotti allora, almeno qui in Italia, ma qual'è la sua relazione con il nostro paese? " Sono italo-americano di terza generazione, ovvero i miei bisnonni erano italiani emigranti. Il mio bisnonno da Napoli e la mia bisnonna da Piacenza. Ho avuto la fortuna di visitare alcuni posti in Italia, meravigliosi! E adoro Roma!" Cosa ti piace della capitale? "Tutto! E confesso di essere stregato dal cibo.. che ti devo dire!" E qui una bella risata...
Proprio da Roma, stasera Villa pamphilj, parte il suo tour nel Bel Paese, con qualche sorpresa: " propongo un po' di canzoni dal mio ultimo cd East of Angel Town, qualcosa del passato e anche canzoni nuove, sto scrivendo molto per il mio prossimo album, quindi sentirete del materiale inedito!"
Enfant prodige Cincotti, pianista dall'età di quattro anni, "tre anni!" Mi corregge subito... compositore dall'età di nove, a quindici già si esibiva regolarmente nei club della Grande Mela: "ho vissuto con la musica fin da bambino, ne sono stato immerso e appena ho potuto sono salito su un palco, che fossero ristoranti, club, piano-bar poco importava, ovunque c'era un pianoforte io andavo a suonarlo! Sono stato fortunato a crescere a New York, è una città in fermento che ti da tante possibilità. Ho avuto l'occasione di suonare e di conoscere tanti musicisti importanti, sicuramente mi ha aiutato. "
I primi suoi lavori Peter Cincotti e On the Moon sono indissolubilmente legati al jazz, con il passare del tempo però si è aperto anche a pop, rock blues e funk, come mai? "Forse sono impazzito! (ride) Non so, ho iniziato a scrivere la mia musica ed è cambiato tutto!"
Il suo jazz è fresco e sofisticato, le sue ballate evocative raccontano storie intime ed universali allo stesso tempo. Spesso le città sono protacgoniste, come in Goodbye Philadelphia, Angel Town (Los angeles), o Cinderella Beautiful (New York): " le città fanno solo da sfondo alle storie che racconto, eccezion fatta per Angel Town che è una citazione specifia, parlo di quello che mi circonda, ogni canzone è diversa ma in qualche modo autobiografica. Secondo me il segreto è raccontare quello che si conosce, le emozioni che si vivono".
Cincotti e il cinema: lo abbiamo visto di sfuggita recitare in Beyond the Sea e suonare il piano in Spiderman 2: "Sìììì! E' stato un sacco di tempo fa! Un ruolo piccolissimo, però mi sono davvero divertito. Mi piace molto il cinema, sono un accanito spettatore fin da piccolo". Il brano December Boys, invece, fa parte della colonna sonora del film omonimo: " December Boys è stata la prima vera opportunità che ho avuto di mettere la mia musica a servizio di un film. Ho letto la sceneggiatura e ho iniziato ad immaginare l'atmosfera, poi ho visto le immagini, un lavoro davvero stimolante, se ne avrò l'occasione mi piacerebbe rifarlo anche in futuro!"
L'appuntamento è per stasera, 31 luglio, a Villa Pamphilj ultima serata della rassegna I Concerto nel Parco. In caso di pioggia ci si sposta al Teatro Greco.